ven

16

apr

2021

Una nave da Malta

Come se fosse stata appena conquistata da una nave di pirati, dalla loggia affacciata sul foro di Augusto sventola la bandiera dell'ordine di Malta.   Per capire come si è arrivati qui torniamo indietro nel tempo, a quando Paolo II affida al cardinale Marco Barbo, suo nipote, l'amministrazione del priorato dei cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme, l'ordine - antesignano di quello di Malta - che si era piazzato proprio nel monastero ricavato nell'area del tempio di Marte ultore.   Nel Cinquecento l'antico priorato diventa sede di un convento di suore, ma dal 1946 la casa è concessa al sovrano ordine militare di Malta che, oltre a questo affaccio superbo, può vantare anche il possesso della villa sull'Aventino: un altro panorama niente male
Come se fosse stata appena conquistata da una nave di pirati, dalla loggia affacciata sul foro di Augusto sventola la bandiera dell'ordine di Malta. Per capire come si è arrivati qui torniamo indietro nel tempo, a quando Paolo II affida al cardinale Marco Barbo, suo nipote, l'amministrazione del priorato dei cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme, l'ordine - antesignano di quello di Malta - che si era piazzato proprio nel monastero ricavato nell'area del tempio di Marte ultore. Nel Cinquecento l'antico priorato diventa sede di un convento di suore, ma dal 1946 la casa è concessa al sovrano ordine militare di Malta che, oltre a questo affaccio superbo, può vantare anche il possesso della villa sull'Aventino: un altro panorama niente male
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gio

15

apr

2021

Fiori fiori fiori

La buona notizia è che oggi c'è il sole, e che io ho trovato altri fiori da fotografare...
La buona notizia è che oggi c'è il sole, e che io ho trovato altri fiori da fotografare...
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mer

14

apr

2021

Io sono l'Augusto

Che stia chiedendo con insistenza un caffè ristretto, che faccia segno al conducente dell'autobus di fermarsi per tirarlo su, o che sia ripreso nel classico gesto dell'adlocutio (più prosaicamente, il discorso di fronte al suo esercito), l'Augusto di Prima Porta è una delle statue più note del mondo romano. Ritrovata a fine Ottocento nell'area della villa di Livia sulla Flaminia, è uno dei migliori esempi della propaganda di epoca augustea. Propaganda de che, vi starete chiedendo, visto che la villa stava in casa della moglie di Augusto? Propaganda sì, ribatto io, visto che secondo alcuni archeologi la scultura sarebbe una copia in marmo (donata a Livia forse dal figlio Tiberio) di un originale in bronzo che faceva bella mostra di sé in qualche luogo pubblico della città, a ricordare a tutti che Augusto e, dopo di lui, i suoi eredi, hanno regalato all'impero un lungo periodo di pace. In che modo? Con la corazza, ricca di riferimenti all'impresa che consentì ad Augusto di riportare in città le insegne perdute da Crasso nella battaglia di Canne e la pacificazione con i Parti. La scultura, che rappresenta fedelmente Augusto, solo forse addolcendone un po' i tratti - ma le orecchie a sventola ci sono - era in origine completamente colorata, in un modo che farebbe mettere le mani nei capelli a chiunque. Rossicci i capelli, rosse pure le labbra e il paludamentum (il mantello che tiene nella mano sinistra), rossa e blu la corazza, per farne risaltare i dettagli più significativi. Non è una novità: le statue (e le architetture, orrore!) dell'antica Roma erano sempre completate da colore, perduto nel corso dei secoli, e la nostra idea di una città candida, scolpita nel candido marmo, deve andare a farsi benedire, con buona pace del povero Winckelmann...

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mar

13

apr

2021

Sole solette

Chissà che se ne fanno, tutto il giorno da sole, le sculture dei musei Capitolini?   Sentiranno la mancanza delle scolaresche, delle guide che accompagnano gruppi sfiniti dalle chiacchiere, di quelli che guardano tutto, ma proprio tutto?
Chissà che se ne fanno, tutto il giorno da sole, le sculture dei musei Capitolini? Sentiranno la mancanza delle scolaresche, delle guide che accompagnano gruppi sfiniti dalle chiacchiere, di quelli che guardano tutto, ma proprio tutto?
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lun

12

apr

2021

Al parco

Goethe asseriva che le rovine degli antichi acquedotti gli ricordavano una successione di archi di trionfo.   In maniera più prosaica, Dionigi di Alicarnasso sosteneva che la grandezza dei romani era ben evidente dalla costruzione degli acquedotti, delle strade e degli impianti fognari  Più modestamente io, ogni volta che mi trovo a passeggiare nel parco degli Acquedotti, mi domando a bocca aperta: "ma come cavolo hanno fatto?"
Goethe asseriva che le rovine degli antichi acquedotti gli ricordavano una successione di archi di trionfo. In maniera più prosaica, Dionigi di Alicarnasso sosteneva che la grandezza dei romani era ben evidente dalla costruzione degli acquedotti, delle strade e degli impianti fognari Più modestamente io, ogni volta che mi trovo a passeggiare nel parco degli Acquedotti, mi domando a bocca aperta: "ma come cavolo hanno fatto?"
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