gio

22

ott

2020

La posta chiusa

La posta di via Monterone chiude alle 13.30...arrivando alle 13.40 non ho potuto fare altro che imprecare guardandomi intorno. Così ho visto, proprio accanto a me, questo bello stemma. Insomma, certe volte quello che vogliamo non è sempre quello che troviamo
La posta di via Monterone chiude alle 13.30...arrivando alle 13.40 non ho potuto fare altro che imprecare guardandomi intorno. Così ho visto, proprio accanto a me, questo bello stemma. Insomma, certe volte quello che vogliamo non è sempre quello che troviamo
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mer

21

ott

2020

Cecilia e Bonifacio

In natura è un fenomeno che si chiama simbiosi, e avviene per esempio tra il pesce pagliaccio, in un rapporto che favorisce entrambi. Sull'Appia Antica è avvenuto più o meno lo stesso col mausoleo di Cecilia Metella e il palazzo Caetani, tanto da poter affermare che l'uno non esiste senza l'altro: il primo è la tomba di una matrona romana che fu forse la nuora di Crasso (quello del primo triumvirato, assieme a Cesare e Pompeo), che papa Sisto V voleva abbattere per fornire materiale da costruzione a Ippolito d'Este per la sua villa di Tivoli, il secondo è il vero e proprio castello che i Caetani costruirono qui all'inizio del Trecento, proprio negli anni del pontificato di Bonifacio VIII, e che utilizzarono come vero e proprio casello per imporre il pedaggio a chiunque passasse da qui (ma i romani a un certo punto si sono scocciati, e hanno deciso di aprire la via Appia Nuova). Del mausoleo oggi resta la camera sepolcrale - trasformata in torrione medievale - del castello le mura perimetrali, qualche frammento di ceramica ritrovato qua e là durante gli scavi e la chiesetta di san Nicola, uno dei pochi esempi di architettura cistercense in città, ma il loro legame simbiotico è talmente stretto che non si riesce quasi a capire dove finisce l'uno e comincia l'altro...

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mar

20

ott

2020

Il ricordo

Non amo pubblicare foto in cui sono presente anche io (forse in questi anni avete visto solo un paio di volte la punta dei miei piedi) ma stavolta farò un'eccezione, perché la foto è molto bella (e perché mi si vede da distanza siderale, il che non guasta) ma soprattutto perché la visita della scorsa domenica alle fosse Ardeatine mi ha messo I brividi. Quando si entra in questo posto non è nemmeno giusto parlare di visita guidata, ma del nostro dovere di conoscere e ricordare. La cosa più bella, per la quale ringrazio le signore presenti assieme a me, è stato vedere gli occhi lucidi di chi c'era, e sentire il grazie di un uomo che era venuto a salutare qualcuno a lui caro che riposa qui dentro
Non amo pubblicare foto in cui sono presente anche io (forse in questi anni avete visto solo un paio di volte la punta dei miei piedi) ma stavolta farò un'eccezione, perché la foto è molto bella (e perché mi si vede da distanza siderale, il che non guasta) ma soprattutto perché la visita della scorsa domenica alle fosse Ardeatine mi ha messo I brividi. Quando si entra in questo posto non è nemmeno giusto parlare di visita guidata, ma del nostro dovere di conoscere e ricordare. La cosa più bella, per la quale ringrazio le signore presenti assieme a me, è stato vedere gli occhi lucidi di chi c'era, e sentire il grazie di un uomo che era venuto a salutare qualcuno a lui caro che riposa qui dentro
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lun

19

ott

2020

La casa delle nuvole

Il cielo abita in questa casa di via di San Giovanni in Laterano, come in un quadro di René Magritte
Il cielo abita in questa casa di via di San Giovanni in Laterano, come in un quadro di René Magritte
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dom

18

ott

2020

Piazza del Popolo

Per secoli è stata l'ingresso a Roma per chi arrivava da nord: piazza del Popolo però ci ha messo parecchio tempo a diventare come la vediamo oggi: la prima ad essere costruita fu la chiesa di santa Maria, voluta da papa Pasquale II nel 1099, nel luogo che si credeva ospitasse la tomba di Nerone. La chiesa venne poi restaurata nel Quattrocento e e ancora nel Seicento, e oggi ospita capolavori di Andrea Bregno, Bernini, Pinturicchio, Raffaello e Caravaggio. Fu poi l volta della porta, restaurata da Bernini in occasione dell'ingresso ufficiale a Roma della Regina Cristina di Svezia. Nel Cinquecento e nel Seicento venne poi sistemata la fontana e costruite le chiese gemelle (che proprio gemelle non sono); fu però solo nell'Ottocento che si arrivò a sistemarla in maniera definita, con Valadier che regolarizzò la pianta della piazza regalandole la sua caratteristica forma ellittica, costruendo da una parte le rampe che conducono alla terrazza del Pincio e dall'altra - verso il Tevere - la fontana con Nettuno che, da buon dio del mare, ha sempre un gabbiano sulla testa. 

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g