gio

27

gen

2022

La Gorgone

Dalle parti di via delle Botteghe Oscure c'era un tempo quella che tutti chiamavano la casa delle terrecotte.  Visto che qui abitò Guglielmo Della Porta, per lungo tempo si è pensato che le decorazioni delle pareti esterne fossero opera sua; sono invece probabilmente da attribuire a tale Michele Marini, scultore fiesolano del Quattrocento che visse un periodo proprio qui.  Tutti i frammenti superstiti della decorazione in terracotta sono esposti all'ultimo piano di palazzo Braschi: fatte le scale per arrivare fino a qui, la vostra espressione sofferta e sorpresa corrisponderà proprio a quella della gorgone della foto.
Dalle parti di via delle Botteghe Oscure c'era un tempo quella che tutti chiamavano la casa delle terrecotte. Visto che qui abitò Guglielmo Della Porta, per lungo tempo si è pensato che le decorazioni delle pareti esterne fossero opera sua; sono invece probabilmente da attribuire a tale Michele Marini, scultore fiesolano del Quattrocento che visse un periodo proprio qui. Tutti i frammenti superstiti della decorazione in terracotta sono esposti all'ultimo piano di palazzo Braschi: fatte le scale per arrivare fino a qui, la vostra espressione sofferta e sorpresa corrisponderà proprio a quella della gorgone della foto.
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mer

26

gen

2022

Le mani

A cosa pensavate l'ultima volta che siete passati da piazzale Ostiense? Forse eravate in macchina, e gridavate improperi verso tutti gli altri automobilisti fermi al semaforo, oppure eravate pedoni a quello stesso semaforo, e aspettavate il verde per potervi fiondare verso la metropolitana, oppure eravate in città da turisti e cercavate un modo per entrare nella Piramide, o siete andati in cerca di nomi celebri al cimitero acattolico. In ogni caso, avrete probabilmente trascurato un monumento che in effetti tende a passare inosservato in mezzo a tanto trambusto. Accanto al chioschetto di fronte alla Piramide c'è invece Tutti Potenziali Bersagli: si tratta di un'opera recente, arrivata qui nel 1995 per ricordare tutte le vittime dell'Olocausto. Semplice nel concetto, ma di grande impatto: cinque silhouette dalle mani incatenate e, subito dietro, cinque sagome ritagliate nello specchio, in modo che chiunque passi possa rendersi conto che un giorno l'orrore potrebbe tornare, sempre che non lo abbia già fatto.

Vi lascio con le parole del pastore e teologo tedesco Martin Niemöller, deportato a Dachau ma sopravvissuto per raccontare quello che era stato l'orrore della guerra. Meditate che questo è stato:

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare"

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mar

25

gen

2022

Aria di primavera

Confessatelo: non sentite anche voi, nonostante il gelo, un certo qual friccicorino primaverile?  La basilica dei santi Apostoli è già tutta in fiore, e io mi chiedo come facciano i ciclamini a sopravvivere con questo freddo: sarà la vicinanza col divino?
Confessatelo: non sentite anche voi, nonostante il gelo, un certo qual friccicorino primaverile? La basilica dei santi Apostoli è già tutta in fiore, e io mi chiedo come facciano i ciclamini a sopravvivere con questo freddo: sarà la vicinanza col divino?
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lun

24

gen

2022

Passaggio di consegne

Mi immagino Mattarella che chiude il gas prima di andare via, si accerta di non aver lasciato nulla nel frigo, torna un paio di volte a controllare che il portone d'ingresso sia ben chiuso. Chissà, magari avrà lasciato le chiavi al bersagliere di turno con la preghiera di consegnarle al suo successore. Se ci fosse uno zerbino magari le nasconderebbe lì sotto, in attesa che il tredicesimo presidente della Repubblica se le vada a prendere.  Perché da oggi il Quirinale sarà sotto i riflettori: tra qualche ora (o qualche giorno) il palazzo diventerà la residenza ufficiale del nuovo capo dello stato. E sul torrino, che adesso è sguarnito dello stendardo presidenziale (non c'è quando il presidente non è a Roma, e Mattarella è a Palermo) torneranno a sventolare tutte e tre le bandiere.  Ah, se volete saperne di più della storia del palazzo potete andare a ripescare l'episodio de I podcast di 365giorniaroma che ho dedicato proprio al Quirinale e ai suoi ingombranti inquilini
Mi immagino Mattarella che chiude il gas prima di andare via, si accerta di non aver lasciato nulla nel frigo, torna un paio di volte a controllare che il portone d'ingresso sia ben chiuso. Chissà, magari avrà lasciato le chiavi al bersagliere di turno con la preghiera di consegnarle al suo successore. Se ci fosse uno zerbino magari le nasconderebbe lì sotto, in attesa che il tredicesimo presidente della Repubblica se le vada a prendere. Perché da oggi il Quirinale sarà sotto i riflettori: tra qualche ora (o qualche giorno) il palazzo diventerà la residenza ufficiale del nuovo capo dello stato. E sul torrino, che adesso è sguarnito dello stendardo presidenziale (non c'è quando il presidente non è a Roma, e Mattarella è a Palermo) torneranno a sventolare tutte e tre le bandiere. Ah, se volete saperne di più della storia del palazzo potete andare a ripescare l'episodio de I podcast di 365giorniaroma che ho dedicato proprio al Quirinale e ai suoi ingombranti inquilini
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dom

23

gen

2022

#lestoriedellarte - la riscoperta del Laocoonte

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g